Compagnia Lucciole per Lanterne

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Il mio sogno era...

Uno spettacolo di clown musipoecomico


Guarda il video dello spettacolo (30 min) oppure il trailer (3 min)

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Musica, poesia e comicità: un pianista ed una ballerina, una coppia artistica male assortita, sono i protagonisti di questo spettacolo musi-poe-comico, destinato a spettatori di qualsiasi età.

Mentre la danzatrice, una clown con il naso rosso, si inventa addosso storie tragicomiche usando via via una valigia, un guanto, il ricambio di un lavapavimenti, della carta igienica, un impermeabile, una rosa e soprattutto il suo corpo, il pianista, classicamente vestito di nero, dovrebbe accompagnarla sottolineando ogni movimento, ogni trovata, ogni intenzione mancata con un flusso musicale continuo.

Lei è alla ricerca spasmodica di un possibile amore, ma si lascia sedurre via via da oggetti che impersonano la proiezione dei suoi desideri e delle sue illusioni, in rapporti destinati ad una continua frustrazione, ignorando il sentimento del suo partner che, chiaro al pubblico, resta a lei sconosciuto.

Come i pianisti che, nel secolo scorso, accompagnavano la proiezione dei film muti, il musicista inizialmente partecipa all'azione da posizione un po' defilata, ma viene suo malgrado man mano coinvolto attivamente nell'azione scenica per salvare la ballerina dall'attacco di un burattino impazzito o per farle da 'porteur' durante una coreografia, per duettare con un pupazzo fino ad arrivare alla rivelazione del suo amore ed a salpare, assieme a lei, finalmente felici, a bordo di una barca che simboleggia la fragilità ma anche la concretezza di un nuovo sentimento.

Lo spettacolo nasce dall'esplorazione delle possibilità offerte dalle forme di improvvisazione (nel senso di ricerca di una unità espressiva a partire dall'elaborazione collettiva 'in tempo reale' degli stimoli proposti da ciascuno) complementari a quella teatrale, coinvolgendo dunque anche la musica e la danza.

Da ciò nasce la libertà di inventare movimenti, gag, in definitiva di recitare e di danzare, liberati dalla precisa scansione di un brano musicale predeterminato, ma accompagnati/accompagnando una musica che, creata al momento, segue, sottolinea ed anticipa respiri, movimenti, invenzioni sceniche, ricevendo e suggerendo nello stesso tempo pause e ritmi, pulsazioni ed emozioni, in un intreccio continuo e vitale.